Iron Maiden Discography – Part 4

di Alessandro Alviti

iron_maiden_logoMi accingo a recensire i miei due album preferiti dei Maiden, quindi ammetto che sarò un po’ di parte… 😉 Siamo nella seconda metà degli anni ’80 e i Maiden, all’apice del successo, sfornano due album in due anni che saranno copiati e riletti negli anni a venire da moltissimi combo ispirati al metal, al prog-metal e al power. L’introduzione delle tastiere, inoltre, inserisce nelle loro opere quello sfondo semi gotico che fa da perfetto sfondo a storie sempre più impregnate su eroiche gesta del passato od a leggende intrise di sangue e horror.

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Iron Maiden Discography – Part 3

di Alesandro Alviti

iron_maiden_logoGli Iron Maiden sono nel loro periodo d’oro. I successi mondiali precedenti lanciano la band nell’olimpo e, in pieni anni ottanta, vengono considerati come la miglior heavy metal band in circolazione. La nuova line-up, destinata a perdurare negli anni a seguire e a tirar fuori brani che diverranno il pane di tutti i neofiti del metallo fino agli anni 90, segue la linea dura e più complessa nata con il precursore Piece of Mind, con testi più altisonanti e strutture sempre più complesse e vicine al prog. Suite epiche e lunghe a corollario di singoli che continuano a scalare le classifiche.

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Iron Maiden Discography – Part 2

di Alessandro Alviti

iron_maiden_logoNel 1981, alla fine del Killers World Tour, gli attriti con Paul Di Anno portarono la band a cercare un nuovo frontman, trovando in Bruce Dickinson il sostituto. Per molti fu come un colpo al cuore. Ma è innegabile che la mostruosa estensione vocale del nuovo vocalist, unita alla presenza impetuosa e teatrale nei Live, trasforma e cementa la formazione dopo i momenti negativi con Paul, tanto che Dickinson esordisce addirittura nelle ultime date del tour per poi incidere le sue astrofisiche urla nel terzo album della band.

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Iron Maiden Discography – Part 1

iron_maiden_logoIn occasione della pubblicazione dell’ultimo album degli Iron Maiden, The Book of Souls, mi sono ricordato di una serie di Articoli che furono pubblicati inizialmente sul sito Laster.it alcuni anni fa sulla discografia di questa mitica Band, erano scritti magistralmente da Alessando Alviti e costituivano una bellissima guida non solo per i neofiti ma anche per i veterani ascoltatori della vergine d’acciaio. Ho quindi contattato Alessandro che mi ha autorizzato a ripubblicare questa bellissima serie, sono 8 articoli che verranno pubblicati con cadenza settimanale ogni venerdì. Buona lettura a tutti!!!!

di Alessandro Alviti

1980 – Iron Maiden

Il debut album, “Self-title”, arriva con l’inizio di una decade che verrà ricordata nel “metal” per la nascita di nuovi sound: da un lato il trash devastante dei Metallica, dall’altro il power graffiante dei Maiden. Un binomio questo inscindibile per gli amanti del genere.

In quegli anni, considerati contemporanei, l’esplosione a livello mondiale divise in due gli amanti del genere e ne creò diverse sottoforme.

Nell’arco degli anni successivi si affacciarono emuli più o meno convincenti ma con matrici comuni a quelle di queste due band, che più di ogni altra hanno saputo vendere milioni di album ed entrare di diritto nella Hall of Fame.

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Zoom R8 – Registratore Multitraccia Digitale – Recensione

R8_topSono sempre stato un forte sostenitore delle DAW, in particolare di Garageband, quando ho iniziato a registrare nel 2006 mi e’ sembrata la scelta piu’ naturale, scheda audio, mac e garageband. Registratori digitali multitraccia mi sembravano il retaggio lontano di un epoca in cui i chitarristi ambivano ad un 4 piste su cassetta, pur essendo stato sostituito il nastro con supporti di memoria mi sembrava tutto tremendamente old style.
Ho usato per anni Garageband con gran soddisfazione, talmente facile da usare che poi provare altre DAW e’ sempre stato problematico. Con il tempo ho iniziato ad usare plugin per avere strumenti virtuali ed espandere la palette sonora, EZDrummer, EZkeys, alcuni soft synth. Insomma ad un certo punto ho iniziato a passare piu’ tempo smanettando con garageband piuttosto che suonare e registrare, anche l’editing di quello che registravo iniziava sempre a prendere piu’ tempo rispetto al tempo passato a suonare, passavo giorni a mettere insieme una base con strumenti virtuali per preparare la registrazione delle chitarre che ora che l’avevo finita mi ero gia’ anche stufato dell’idea. E’ stato poi con le ultime versioni di Garageband, in cui ha perso molto dell’immediatezza che lo contraddistingueva, che mi e’ passata totalmente la voglia di registrare. E’ per questo motivo che qualche mese fa ho iniziato a rivalutare l’idea di un registratore digitale multitraccia, ho preso uno Zoom R8 e adesso vi spiego perche’ e come ha fatto a farmi tornare la voglia di registrare.

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